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ANTICHI SAPORI

Il pane casereccio

Una lunga tradizione che interessa l’arte culinaria e accomuna ancora oggi molte donne maniacesi è quella legata alla preparazione del pane casereccio. Preparato“u ripigghiaturi o u criscenti” ovvero il lievito naturale, elemento essenziale per la preparazione dell’impasto, si procede a disporre la farina “ ‘nta maidda” ( contenitore di legno), si crea così un buco al centro, detto comunemente “u fonti”, all’interno del quale, dopo aver versato dell’acqua tiepida, si scioglie il lievito. Queste procedure, in passato più che oggi, erano intramezzate da rituali religiosi quali il segno della croce e preghiere di buon auspicio. Seguiva la lavorazione  durante la quale si “scanava u pani”, si amalgamava energicamente l’impasto con il movimento delle mani chiuse a pugno, aggiungendo il sale e dell’altra acqua finchè non fosse pronto per essere modellato accuratamente e lasciato a riposo ( mettiri u pani o lettu ) sotto “i cutri”, ovvero delle coperte. Il tempo di lievitazione si differenziava a seconda della temperatura ambientale. Le gelide giornate d’inverno richiedevano un tempo di attesa più lungo e di conseguenza maggiori fatiche e sacrifici da parte delle nostre massaie. Nel frattempo la preparazione del forno a pietra richiedeva molte attenzioni per la buona cottura del pane: dopo aver acceso una determinata quantità di legna, si metteva la brace “’nto stuta bracia”  e con “u scupuruni bagnatu”, ossia una grande scopa bagnata, si stemperava il forno per portarlo alla temperatura ottimale; seguiva il segno della croce con la pala davanti “a bucca ru furnu” accompagnato dall’augurio “San Conu cottu e bonu e Santa Rosalia mi iè beddu commu a vossia”; sfornato il pane, si lasciava raffreddare fra delle lenzuola bianche.

“I cudduruni” Con gli avanzi dell’impasto del pane, consapevoli della genuinità dei cibi preparati in casa e soprattutto per evitare gli sprechi, si preparavano “i cudduruni”. Un semplice e goloso panetto fritto, ricoperto di zucchero,  si presentava come un’invitante ed energica  merenda, richiesta soprattutto dai bambini.