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Affrancati dal vassallaggio, innalzati al rango di proprietari, i contadini di Maniace si videro, tuttavia, abbandonati a se stessi su un territorio lasciato per il mancato intervento del pubblico potere nello stato di arretratezza e miseria sociale in cui permaneva da secoli: mancavano ponti, strade, scuole, energia elettrica, condotte idriche, strutture e servizi pubblici sociali.
Nel 1967 arriva a Maniace il giovane parroco Nunzio Galati, figlio di una delle famiglie immigrate nell’ex feudo. Nel novembre dello stesso anno egli fonda un Comitato cittadino per il riscatto e la promozione sociale del territorio. L’anno successivo promuove, una lista civica che raccogliendo l’adesione di tutti gli abitanti, fa sentire alta la sua voce presso il consesso civico di Bronte, in difesa dei diritti della popolazione maniacese.
Nel 1975 si da vita ad un movimento indipendentista, con lo scopo di ottenere l’autonomia amministrativa dal comune di Bronte. I cittadini organizzati dal Comitato iniziano a fare battaglie per ottenere alcuni servizi e la realizzazione di opere di primaria importanza per la collettività.
Grazie alla tenacia e alla determinazione dei componenti del Comitato cittadino, finalmente il 1° aprile 1981 l’ex feudo diventa il 57° comune della provincia di Catania sotto l’antica denominazione di Maniace.